Che cos’è
Plastificare significa accoppiare al foglio stampato una pellicola sottilissima, su tutta la superficie. Il film è un polimero steso in bobina, in genere polipropilene o poliestere, e viene incollato con un adesivo termico già presente sul film stesso oppure con una colla stesa al momento. Il foglio e il film passano insieme fra un cilindro caldo e uno di contropressione: calore e pressione attivano l'adesivo e i due strati diventano uno solo. Da quel momento la superficie in vista non è più la carta ma il film, con tutte le conseguenze del caso.
Le finiture cambiano completamente il carattere del pezzo. Il film lucido alza il contrasto e satura i colori, perché riflette in modo speculare. Il film opaco fa l'opposto: diffonde la luce, abbassa la brillantezza e rende i colori più profondi ma meno accesi, con i neri che diventano più vellutati. Il soft touch è un film con la superficie microstrutturata: al tatto sembra pesca o velluto, e visivamente si comporta come un opaco molto spinto. Esistono varianti tecniche pensate per i limiti noti, come i film antigraffio e quelli che nascondono le impronte, e film pensati per pesare meno sulla filiera del riciclo. La plastificazione, oltre a proteggere dall'abrasione e dall'umidità, irrigidisce leggermente il foglio e crea il fondo su cui lavorano bene la vernice a registro e la lamina.
Come preparare il file
- La plastificazione non occupa un canale nel file, ma va dichiarata nell'ordine e nella prova colore: è una scelta di produzione con effetti visivi diretti.
- Chiedere una prova o un campione che tenga conto della finitura scelta. L'opaco e il soft touch spengono la saturazione: un colore approvato su carta nuda non sarà lo stesso a lavorazione fatta.
- Prevedere le riserve sulle falde di incollatura, oppure concordare film e colle compatibili con l'incollatura: è la causa più comune di scatole che si aprono.
- Dichiarare in anticipo se sopra la plastificazione arriveranno lamina, vernice o rilievo: film e adesivi si scelgono anche in funzione di ciò che segue.
- Verificare il comportamento in piega sui cartoncini più rigidi e sui fondi scuri, perché è lì che il film mostra la sofferenza sulla cordonatura.
Cosa può andare storto
- L'opaco e il soft touch, sui fondi scuri, mostrano impronte e segni di sfregamento con una facilità fastidiosa. È una caratteristica del materiale, non un difetto di lavorazione: se il pezzo passerà di mano in mano, vale la pena valutare un film antigraffio.
- La colla non tiene sul film non trattato. Se una scatola va incollata, le falde vanno lasciate libere o il film va scelto e trattato di conseguenza: è una decisione da prendere prima, perché a valle non si recupera.
- Il film accoppiato pesa sulla riciclabilità del cartoncino e, per il contatto con gli alimenti, l'idoneità del materiale va verificata come qualsiasi altro componente. Su un progetto sostenibile la plastificazione va discussa, non data per scontata.
Domande frequenti
- Meglio plastificare o verniciare?
- La vernice è uno strato sottile che protegge e resta nella filiera della carta. La plastificazione è un film che protegge molto di più e permette effetti, come il soft touch, che la vernice non dà. La scelta dipende da quanto il pezzo verrà maneggiato e da quanto pesa il tema riciclo.
- Il soft touch si graffia davvero?
- Segna, soprattutto sui fondi scuri e uniformi: le impronte e i graffi leggeri restano visibili perché la superficie è opaca e uniforme. Esistono film pensati per attenuare il problema. Se il prodotto è molto manipolato, conviene provarli prima.
- Un astuccio plastificato è riciclabile?
- Il film aggiunto complica la separazione rispetto a un cartoncino verniciato. Molto dipende dallo spessore del film, dal tipo di polimero e dalle regole del flusso di raccolta di destinazione. È una valutazione da fare sul singolo prodotto, insieme a chi lo mette sul mercato.