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Grafica Nappa

Nobilitazione

Stampa a caldo

La lamina metallica si trasferisce sul foglio con un cliché caldo: brilla dove serve, e si sente al tatto.

Bobine di lamina oro per la stampa a caldo

Che cos’è

La stampa a caldo non deposita inchiostro: trasferisce una pellicola. La lamina è un nastro composto da più strati sovrapposti su un supporto di poliestere: uno strato di distacco, una lacca colorata o protettiva, uno strato metallizzato in alluminio e, sotto, un adesivo termico. Un cliché inciso con il soggetto viene montato su una platina riscaldata e premuto sul foglio con la lamina in mezzo. Il calore scioglie lo strato di distacco e attiva l'adesivo: la porzione di pellicola sotto il cliché abbandona il supporto e resta sulla carta, esattamente nella forma incisa. Il nastro avanza, la parte esausta si riavvolge, il foglio successivo entra.

La qualità del risultato dipende da tre variabili che si regolano insieme: temperatura, pressione e tempo di contatto. Il cliché è il pezzo su misura: si incide in magnesio, in ottone o in acciaio a seconda del dettaglio richiesto e della lunghezza della tiratura, perché i materiali si consumano e trattengono il calore in modo diverso. La pressione lascia anche un segno fisico: il metallo affonda leggermente nelle fibre, quindi la lamina non è mai perfettamente complanare alla carta. Se il soggetto deve anche sporgere, lo stesso passaggio può portare un contropunzone e diventare una stampa a caldo con rilievo. Esiste anche la lamina a freddo, che segue una logica opposta: l'adesivo viene stampato in linea come se fosse un colore, la pellicola ci si accoppia sopra e non serve alcun cliché.

Astuccio con lamina a caldo strutturata
Lamina a caldo: il metallo prende la forma e la texture del decoro. Esempio dimostrativo.

Come preparare il file

  1. Un canale colore spot dedicato, chiamato in modo esplicito (per esempio LAMINA ORO), al 100% e impostato in sovrastampa: il canale serve a incidere il cliché, non deve forare la grafica sottostante.
  2. Solo tracciati vettoriali chiusi. La lamina è un segnale acceso o spento: niente sfumature, niente trasparenze, niente immagini in scala di grigio. Le retinature di lamina esistono ma vanno decise prima, non subite.
  3. Filetti sottili e testi piccoli sono il limite reale del processo: sotto una certa dimensione la lamina si chiude o si sfilaccia. Lo spessore minimo dipende dal cliché e dalla carta, quindi va concordato in prestampa.
  4. Se la lamina deve stare dentro un contorno stampato, il registro fra i due passaggi non è perfetto. Meglio progettare un elemento che vive da solo, oppure prevedere una sovrapposizione o un distacco voluto: l'entità si concorda in prestampa.
  5. Tenere la lamina lontana dai cordoni, dai tagli e soprattutto dalle falde di incollatura, e allegare un PDF di presentazione che indichi a colpo d'occhio cosa è lamina e cosa è stampa.

Cosa può andare storto

  • Sulle carte molto ruvide, sulle tinte in pasta a superficie aperta e sui supporti goffrati la lamina appoggia solo sulle creste e lascia micro-vuoti: il pieno si vede bucherellato. Su questi materiali si sceglie una lamina più morbida o si riduce la superficie del soggetto.
  • Le grandi campiture piene sono la richiesta più rischiosa: l'aria resta intrappolata, la resa diventa disomogenea e l'adesione cala. Un soggetto spezzato, filettato o alleggerito rende molto meglio di un rettangolo pieno.
  • La lamina non prende la colla e non piega bene: se finisce sulla falda di incollatura la scatola non tiene, se attraversa un cordone si crepa. È anche una superficie difficile da stampare sopra, quindi di norma arriva dopo la stampa, non prima.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra lamina a caldo e lamina a freddo?
La lamina a caldo usa un cliché inciso e il calore, ed è un passaggio a sé. La lamina a freddo usa un adesivo stampato in linea e non richiede cliché. La prima dà un metallo più pieno e regge meglio i dettagli minuti; la seconda si integra nel giro di stampa e permette di stampare colori sopra il metallo.
Si può stampare sopra la lamina?
Sulla lamina a caldo è difficile: la superficie è chiusa e l'inchiostro fatica ad ancorarsi. Se l'effetto voluto è un colore che sembra metallizzato, di solito conviene la lamina a freddo con la quadricromia stampata sopra. La scelta va fatta in prestampa, non a stampa avviata.
Serve un cliché nuovo per ogni soggetto?
Sì: il cliché è inciso sulla forma specifica. Se il soggetto cambia, cambia il cliché. Se invece il soggetto resta identico fra una tiratura e l'altra, lo stesso cliché si riusa fino a quando l'incisione regge, in funzione del materiale con cui è stato fatto.