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Grafica Nappa

Nobilitazione tattile

Rilievo a secco

Pressione fra due matrici: la carta si deforma e il segno resta in rilievo o incassato, senza inchiostro.

Messa a registro del cliché sulla pressa

Che cos’è

Il rilievo a secco è l'unica nobilitazione che non aggiunge niente al foglio: cambia la forma della carta. Servono due parti che si accoppiano, un punzone inciso in metallo e un contropunzone che ne è il negativo. Il foglio passa in mezzo e la platina chiude. Sotto pressione, e spesso con un aiuto di calore, le fibre della carta si allungano e assumono la forma dell'incisione. La deformazione è permanente perché le fibre, oltre un certo punto, non tornano indietro. Se il soggetto sporge verso chi guarda si parla di rilievo; se affonda, di incavo, che in gergo tecnico è il debossing.

Il punzone si incide in ottone, in acciaio o in magnesio a seconda del dettaglio e della tiratura; il contropunzone può essere una resina indurita costruita sul punzone stesso oppure un secondo metallo inciso, e da lui dipende buona parte della pulizia del bordo. L'incisione non è per forza a un solo livello: si possono ottenere più piani sovrapposti, bordi smussati con angoli diversi, texture di fondo, oppure il micro-rilievo per i dettagli molto fini. Il vincolo fisico è sempre lo stesso: la profondità possibile dipende da quanto la carta si lascia allungare, quindi da grammatura, composizione e umidità del supporto. E, siccome il foglio si deforma da parte a parte, sul retro compare sempre la controforma.

Astuccio con rilievo a secco cieco e piccola lamina oro
Rilievo a secco: volume e texture senza inchiostro, qui con un tocco di lamina oro. Esempio dimostrativo.

Come preparare il file

  1. Un canale spot dedicato (per esempio RILIEVO), vettoriale, al 100% e in sovrastampa: serve a incidere il punzone e non deve interferire con le separazioni di stampa.
  2. Indicare esplicitamente, con un livello a parte o una nota sul PDF di presentazione, quali zone devono sporgere e quali affondare, e nel caso di un rilievo multilivello l'ordine dei piani dal più alto al più basso.
  3. Forme chiuse, senza dettagli sotto lo spessore minimo inciso: i filetti troppo sottili non reggono la pressione e i controsegni si chiudono. La soglia dipende dal punzone e dalla carta, quindi si concorda in prestampa.
  4. Tenere il rilievo distante da cordoni, tagli e bordi del pezzo: vicino a una piega la deformazione non ha materiale a sufficienza. La distanza di sicurezza dipende dal cartoncino e si definisce in prestampa.
  5. Se il rilievo deve coincidere con un elemento stampato, disegnare l'accostamento con una tolleranza: evitare filetti sottili a contatto fra stampa e rilievo, perché uno scarto minimo di registro li rende visibili.

Cosa può andare storto

  • La controforma sul retro non è un difetto, è fisica. Su un cartoncino non accoppiato il rilievo si vede dall'altra parte: se il retro è una faccia in vista, la cosa va decisa in fase di progetto, non scoperta in produzione.
  • Le carte patinate lucide e i cartoncini molto rigidi sono i peggiori candidati: il bordo del rilievo sbianca, la patina si screpola e la profondità raggiungibile è bassa. Le carte a fibra lunga, naturali o tinte in pasta reggono molto meglio.
  • Un rilievo che attraversa una cordonatura o entra in una falda di incollatura crea due problemi in un colpo solo: la piega non torna dritta e la colla non trova una superficie regolare su cui tenere.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra rilievo e goffratura?
Il rilievo lavora su un soggetto definito, con un punzone inciso apposta e un contropunzone che lo accoppia. La goffratura è una texture continua impressa su tutta la superficie, di solito con un cilindro. Il primo è un elemento di grafica, la seconda è una caratteristica del materiale.
Il rilievo si vede sul retro del foglio?
Sì, sempre: è la stessa carta che si è spostata. Se il retro deve restare pulito, si lavora su un supporto accoppiato o su una struttura rigida, oppure si sceglie un incavo poco profondo. È una decisione da prendere prima di incidere il punzone.
Si può fare il rilievo sopra la plastificazione?
Di norma sì, ed è anzi l'ordine consueto: prima il film, poi la deformazione. Il film accompagna la carta. Vanno però verificati insieme il tipo di plastificazione e la profondità richiesta, perché un film rigido su un rilievo profondo può segnare o distaccarsi sui bordi.