Lavorazioni
Etichetta IML: cos'è, come funziona e quando conviene rispetto all'adesiva
di Giovanni Pietropaolo
Chi lavora nel packaging incontra spesso la sigla IML, In-Mould Labelling: etichettatura in stampo. Con questa tecnologia, l’etichetta nasce insieme al contenitore anziché essere applicata dopo. Una differenza che incide sul processo produttivo, sulla resistenza della decorazione e sulla progettazione dell’imballaggio per il riciclo.
Con l’IML la grafica è integrata nella parete del contenitore durante lo stampaggio, non applicata dopo.
Come funziona l’etichettatura IML
L’etichetta viene stampata su un film plastico sottile e tagliata nella forma prevista per il contenitore. Nel caso dello stampaggio a iniezione, un robot la posiziona all’interno dello stampo, dove viene mantenuta ferma mediante una carica elettrostatica o un sistema di aspirazione. Lo stampo si chiude e riceve la plastica fusa: il calore e la pressione fanno aderire l’etichetta al materiale mentre il contenitore prende forma.
Il pezzo esce dallo stampo già decorato, senza un successivo passaggio di applicazione dell’etichetta. Per approfondire materiali e caratteristiche del processo, consultate la nostra scheda IML – In-Mould Labelling.
Cosa cambia rispetto a un’etichetta adesiva
Un’etichetta autoadesiva viene applicata su un contenitore già formato e aderisce alla superficie grazie a un adesivo. Nell’IML, invece, il film si integra con il contenitore durante lo stampaggio. Questa integrazione offre un’elevata resistenza all’umidità e alle sollecitazioni dell’uso quotidiano. È un vantaggio interessante per confezioni conservate in frigorifero o in freezer, oppure maneggiate frequentemente con le mani bagnate.
La decorazione fa parte del contenitore: acqua e condensa non staccano nulla.
Anche le etichette adesive possono essere progettate per condizioni impegnative. Supporti, adesivi e finiture adeguati permettono di affrontare freddo, condensa e contatto con l’acqua. La scelta dipende quindi dalle prestazioni richieste, dal contenitore e dal processo produttivo.
Materiali e riciclo: cosa considerare
Quando etichetta e contenitore sono realizzati nello stesso polimero — per esempio polipropilene su polipropilene — l’IML può contribuire a ottenere una struttura monomateriale, favorevole alla compatibilità con il riciclo. Questo, però, non rende automaticamente riciclabile qualsiasi confezione. Occorre considerare l’intero imballaggio: inchiostri, eventuali barriere, coperchi e altri componenti, oltre ai sistemi di raccolta, selezione e riciclo disponibili. Lo stesso criterio vale per le etichette adesive: la loro compatibilità con il riciclo dipende dalla combinazione fra contenitore, supporto e adesivo.
Il fine vita va valutato sul packaging completo.
Quando conviene l’IML e quando l’adesiva
L’etichetta adesiva offre grande flessibilità. È spesso adatta a tirature piccole, numerose varianti grafiche e progetti che utilizzano contenitori già disponibili, senza intervenire sul processo di stampaggio. L’IML richiede invece uno stampo e un sistema produttivo predisposti per inserire l’etichetta. La convenienza dipende dai volumi, dalla continuità degli ordini, dai formati e dagli impianti già disponibili: tende a emergere soprattutto su produzioni medio-alte e continuative. Tra le applicazioni tipiche rientrano vasetti e secchielli per gelato, salse, formaggi e prodotti spalmabili, oltre a contenitori per cosmetica e detergenza. In questi settori, l’integrazione della decorazione può offrire vantaggi sia nella produzione sia durante l’utilizzo della confezione.
In-Mould Labelling su contenitori in polipropilene, dai formati piccoli a quelli più capienti.
Per scegliere, è utile partire da quattro domande:
- Quanti contenitori devono essere prodotti e con quale frequenza?
- Quante varianti grafiche sono previste?
- A quali temperature, sostanze e sollecitazioni sarà esposta la confezione?
- Il contenitore è già definito o deve ancora essere progettato?
La qualità dell’etichetta nasce in stampa
Che si tratti di IML o di un’etichetta adesiva, fotografie, tinte piatte e dettagli fini richiedono un processo di stampa controllato, capace di mantenere colori e definizione coerenti tra una tiratura e l’altra. La stampa offset UV LED può essere impiegata anche su film idonei per IML. La rapida polimerizzazione degli inchiostri permette di passare alle successive lavorazioni senza i tempi di asciugatura tipici degli inchiostri convenzionali. Il risultato dipende dalla corretta combinazione di supporto, inchiostri e condizioni di stampa. Per l’IML, questi elementi devono essere scelti anche in funzione delle sollecitazioni che l’etichetta subirà durante lo stampaggio.
Progettare insieme grafica, etichetta e contenitore
Nell’IML, la forma del contenitore e le caratteristiche dello stampo influenzano la sagoma dell’etichetta e il posizionamento della grafica. Per questo è utile coinvolgere fin dall’inizio il marchio, il produttore del contenitore e lo stampatore dell’etichetta. Il confronto permette di definire materiali, dimensioni e vincoli produttivi prima di approvare l’artwork, riducendo il rischio di modifiche nelle fasi successive.
State valutando l’IML per un packaging alimentare, cosmetico o per la detergenza? Scoprite il servizio Etichette IML di Grafica Nappa oppure scriveteci per confrontarci su materiali, grafica e necessità produttive del vostro progetto.